18Lug/16

Pratello resiste!

ScreenHunter_11 Jul. 18 17.19Domenica 24 luglio a partire dalle 18:30 presso il centro Sociale La Pace, in Via del Pratello 53 a Bologna ci sarà la PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA organizzata da ANPI Pratello e Associazione F.lli Cervi.

Sarà un onore e un piacere ospitare Lidia MENAPACE, antifascista e maestra.

Qui potete scaricare il volantino con le indicazioni per prenotare un posto

12Mar/16

Il cielo non è più BLU su ‪Bologna‬

il murales cancellatoBlu ha cancellato tutti i suoi murales da Bologna per protestare contro chi, rinchiudendolo in una mostra suo malgrado, ha privatizzato uno spazio culturale che è nato in strada, che è invece lo spazio pubblico per eccellenza. In mostra ci sarà dunque quella riduzione di spazi pubblici che oggi si osserva non solo a Bologna e che mette tutti noi alla prova: quante prove deve superare l’umanità per meritarsi acqua pubblica, scuola pubblica, energia pubblica, cultura, arte… Una mostra che ingabbia dunque nei confini del museo la creatività che era di tutti. E lo fa per il profitto di pochi, creando anche qui “periferie esistenziali”: Blu protesta contro l’alienazione del proprio segno culturale. Aveva scelto la strada, l’arte per tutti, per evitare quella sensazione di doversi meritare anche la bellezza. Si è ritrovato esposto in una galleria di privilegiati paganti. Ha ripagato il grigiore con il grigio della vernice con cui ha ricoperto i suoi lavori. #NelgrigiodipintodiBlu

(foto tratta dal blog di Wu Ming giap)

29Feb/16

Grazie di cuore

Paola Ziccone

Voglio ringraziare di cuore tutti i cittadini che mi hanno sostenuto e che credono in me e hanno creduto nel mio programma.

Sono molto felice della grande partecipazione di ieri che dimostra che gli abitanti della città metropolitana hanno la volontà e la possibilità di essere ascoltati. Le consultazioni di oggi sono state solo un punto di partenza e, per me, sono uno straordinario risultato. Sono riuscita a portare tantissimi cittadini al voto in pochissimo tempo (solo 10 giorni di campagna), con risorse quasi inesistenti e nessun apparato di partito alle spalle.

E’ evidente che i cittadini hanno ancora la voglia di essere coinvolti nelle scelte della città ma fuori dalle logiche di partito che li hanno invece allontanati dalla politica e che mi fanno ribadire fermamente che non sarò mai disponibile, né oggi né in futuro, ad alleanze con il Pd e con la Giunta Merola, esecutrice dei disegni del Partito della Nazione.

Mi impegno a proseguire in questo splendido percorso di partecipazione dei cittadini alla politica e al governo della propria città e continuerò a sostenere il progetto di civismo nato all’interno di Coalizione Civica Bologna. Un civismo che si basa sulla partecipazione e i valori della sinistra, per dare risposte concrete a problemi concreti.

Sottolineo però fin d’ora che non farò nessuna scelta di posizione e non permetterò a nessuno di “tirarmi per la giacchetta”. Prenderò le mie decisioni per il futuro insieme alle persone che mi hanno sostenuto. Qualsiasi ricostruzione giornalistica, comprese quelle apparse oggi sul Corriere di Bologna e La Repubblica Bologna che si discosti da questa mia scelta è da considerarsi non veritiera.

Paola Ziccone

26Feb/16

IO, CIVICA VERA, SENZA TESSERE E MAI COL PD

Io non farò mai ALLEANZE COL PD. NON APPARTENGO A NESSUN PARTITO a cui devo fingere di non appartenere per avere i voti dei cittadini civici. Non ho tessere di partito, non sono sostenuta da esponenti Pd o ex Pd

 

Le liste civiche, ormai, fioriscono più in fretta dei fiori a primavera.

L’ultima, ma solo in ordine di apparizione, è quella dell’assessore Matteo Lepore, di saldissima fede dem e uno degli esponenti più importanti e rappresentativi del Pd locale. La sua lista “Una città con te” sarà insomma fondata da uno del Pd in appoggio al Pd.

Ma Lepore non è certo l’unico.

Tutti i candidati alla poltrona di sindaco si stanno appassionando al nuovo gioco
“FACCIO FINTA DI ESSERE CIVICO ANCHE SE APPARTENGO AD UN PARTITO, PER CONVINCERE GLI ELETTORI CHE VOTANDO ME NON VOTANO IL MIO PARTITO”

E’ chiaro che, una volta eletti, questi candidati improvvisamente si sentiranno molto poco civici e di nuovo in sintonia con il loro partito di appartenenza da cui, in realtà, non si sono mai staccati e perciò disponibili a sostenere a spada tratta il Pd o alleanze con il Pd.

Una strategia che è un insulto all’intelligenza degli elettori.

Io INVECE non farò mai ALLEANZE COL PD. NON APPARTENGO A NESSUN PARTITO a cui devo fingere di non appartenere per avere i voti dei cittadini civici. Non ho tessere di partito, non sono sostenuta da esponenti Pd o ex Pd.

Sono una candidata AUTENTICAMENTE CIVICA, l’unica. Mi pongo come ALTERNATIVA al Pd che governa la nostra città.

E’ inutile che si voglia far passare il concetto che il Pd a Bologna è altro dal Governo Renzi. Non si può fare a livello locale una politica diversa da quella nazionale. Anche a Bologna il Pd è il Partito della nazione e per questo motivo io
NON COLLABORERO’ MAI CON L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE.

E’ l’amministrazione che non ha rispettato il risultato del referendum sui finanziamenti comunali alla scuola privata e sull’acqua pubblica. Che ha allontanato i cittadini dal governo della città, soprattutti quelli più bisognosi d’aiuto, che ha polverizzato i Servizi Sociali e che non ha mai dato risposte all’emergenza casa. E questo non lo dimenticherò ne prima nè dopo eletta.

Vi aspetto alle primarie di Coalizione Civica Bologna il 28 febbraiofile-page1

PER UNA CITTA’ AMICA DI SE STESSA E DI CHI LA ABITA

‪#‎PaolaZiccone‬ ‪#‎Bologna‬ ‪#‎CoalizioneCivica‬ ‪#‎unadinoi‬ ‪#‎Elezioni2016‬

25Feb/16

Il programma elettorale di Paola Ziccone

Per una città amica di se stessa e di chi la abita

Primarie Coalizione Civica 28 febbraio 2016

Questo è Il mio programma elettorale con una necessaria premessa:

1) Il programma non è esaustivo e non lo è perchè da qui all’elezione del sindaco di Bologna lo decideremo insieme. Sarà un cammino insieme ai cittadini che contribuiranno ad ampliarlo e integrarlo con la loro partecipazione, alla base della nascita e della filosofia di Coalizione Civica Bologna.

2) La spina dorsale di questo programma è l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione tutte le periferie esistenziali, cioè tutte le persone disagiate che, a causa delle difficoltà economiche, fisiche, psicologiche o soltanto perchè straniere o anziane, o senza una famiglia che le supporti, sono tenute alle periferie e ai margini e sono lontane dall’attenzione dell’Amministrazione. Queste sono per me le persone che abitano le periferie esistenziali.

1) Un nuovo patto fra Amministrazione pubblica e Associazionismo

Promuovere e sostenere le indubbie capacità di proposta di un mondo – quello dell’associazionismo – ricchissimo di energie civiche e di concreta intelligenza sociale e culturale. Incentivare la sua generosa disponibilità a contribuire attivamente alla vita della nostra città.
Cittadinanza attiva, esperienze collettive innovative, iniziative autonome e auto organizzate tese al bene di tutti: mettersi in ascolto e costruire relazioni cooperative concrete. Questo voglio fare.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.
 

2) Scuola pubblica e Amministrazione locale:

La nuova legge 107 sulla scuola fa presagire che presto nasceranno scuole di serie A, per chi potrà permettersele, e scuole di serie B/C/D per tutti gli altri. Il processo di privatizzazione della scuola pubblica è iniziato.
Può l’Amministrazione locale, là dove è sua la competenza, salvaguardare il principio di uguaglianza nella formazione delle nuove generazioni?
Sì, si può, ecco come:
• Garantendo il diritto di accesso agli asili nido per tutti coloro che ne fanno richiesta consapevoli che non è più rinviabile, come imporrebbe la pedagogia più avanzata, l’inserimento a pieno titolo dei nidi nel sistema educativo;
• Salvaguardando la qualità e la disponibilità di posti nelle scuole dell’infanzia comunali, rifinanziate con il denaro oggi elargito alle scuole private confessionali, così come chiesto da 55.000 cittadini bolognesi con il referendum del 2013;
• Mettendo a norma gli edifici scolastici e rendendoli ecocompatibili;
• Riconoscendo lo status di insegnante a tutte le educatrici delle scuole dell’infanzia e agli educatori di sostegno delle scuole primarie e secondarie oggi esternalizzati dal Comune e inquadrati in cooperative con contratti di lavoro decisamente penalizzanti.
• Pensando innanzitutto al bene dei nostri alunni e alla qualità dei loro studi.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

3) La città delle donne

La politica deve imparare a rispettare i tempi delle donne e le loro esigenze. Conciliare la cura della famiglia, della casa, dei figli con il lavoro e l’impegno civile, deve trovare nella politica e nelle istituzioni occhi attenti e rispettosi.
Proprio questa consapevolezza mi ha spinto ad alzare la mano per candidarmi a governare la città. Il desiderio e l’impegno delle donne di essere protagoniste in ogni campo della costruzione umana è anche il sintomo di una società in rapido mutamento. E’ tempo, anche per la nostra città, che sia uno sguardo di donna a valutare quel che sarebbe bene fare – e cambiare e aggiungere e togliere e rafforzare e incoraggiare e rivoltare e arricchire – affinché comunità stanche e impigrite come le nostre ritrovino il gusto di intraprendere nuove strade in vista di nuovi approdi.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

4) Per una città trasparente

Sia chiaro, la tanto auspicata partecipazione di cittadine e cittadini alla vita pubblica, affinché non sia una finzione e possa esercitarsi con serietà e intelligenza, ha bisogno innanzitutto di informazioni complete e trasparenti:
Come vengono allocate e gestite le risorse del Comune? Come si configura la sua reale situazione finanziaria? Quali i debiti di finanziamento? Con quali criteri vengono affidati gli appalti? Quali taciti interessi governano i rapporti fra Comune e società partecipate?
• E’ necessario rendere tracciabili gli affidamenti dei lavori;
• E’ necessario adottare funzioni di controllo capaci di rendere trasparenti le ragioni che fanno lievitare costi e tempi dei lavori e dei servizi e valutarne l’efficacia e l’adeguatezza;
• E’ necessario rendere trasparente e disaggregato il bilancio del Comune in modo da essere letto e compreso da ognuno di noi.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

5) Per una città ospitale e civile

L’arrivo di nuovi cittadine e cittadini da altri Paesi del mondo, affinché non sia motivo di ansie ingiustificate ma, al contrario, una opportunità per ritrovare il senso di appartenenza ad un’unica comunità umana, ha bisogno di incontrarsi con strutture e politiche dell’accoglienza adeguate alle dimensioni del fenomeno.
Occorre:
• Favorire i progetti di scambio culturale attraverso laboratori e iniziative pubbliche all’interno dei quali italiani e migranti possano incontrarsi e conoscersi superando pregiudizi etnici e di genere, a partire dal confronto delle reciproche autobiografie e tradizioni.
• Potenziare i consigli degli stranieri nei quartieri, nel Comune e nell’area metropolitana. Le/i migranti residenti devono aver il diritto al voto e devono essere eleggibili in Consiglio comunale.
• Potenziare i servizi di informazione dedicati alle cittadine/i migranti
• Favorire le esperienze di formazione linguistica e professionale della popolazione migrante.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

6) Per una città partecipata e socievole

Quante solitudini e quanto analfabetismo di ritorno abitano nella nostra città? Parrebbe una domanda sciocca, ma non lo è. C’è uno spirito individualistico che dilaga da tempo nella nostra cultura occidentale rendendo le vite di tanti prive di scambio sociale, culturale e contatto umano.
Cosa fare?
•Valorizzare gli spazi pubblici per creare legami e reti. Qualche esempio: Perché non aprire tutte le scuole pubbliche al di là dell’orario scolastico, affinché possano svolgere un ruolo di mediazione e integrazione? Per educare alla cittadinanza, per corsi serali di alfabetizzazione, per attività di recupero scolastico. Alcune scuole già lo fanno, soprattutto le scuole medie. Ma non basta.
Perché non aprire le sale di lettura nei quartieri anche la domenica e ripristinare l’apertura domenicale fissa della Sala Borsa e non solo saltuariamente? Lo stesso si potrebbe fare per i tanti spazi pubblici che restano sostanzialmente sottoutilizzati.
• Elaborare i piani di zona dei servizi insieme agli utenti, agli operatori dei servizi, alle associazioni e reti di vicinato, a partire dallo loro esperienze e dai loro problemi, con un approccio di ascolto attivo e lavoro cooperativo.
• Progettare gli spazi pubblici a partire dal coinvolgimento di chi li utilizzerà: anziani, giovani, donne, migranti, studenti, famiglie e, più in generale, i cittadini li abitano per lavoro o che vi gravitano intorno e : vale per i giardini e i parchi pubblici come per i centri per anziani o gli studentati o i campus universitari.
Bisogna pensare seguendo uno schema diverso da quello abituale e ipotizzare spazi pubblici territoriali multifunzionali. Le biblioteche scolastiche sono di fatto inesistenti a Bologna, eppure potrebbero rappresentare un importante luogo di accesso alla cultura per i cittadini sin dalla prima infanzia e un’ occasione per realizzare una maggiore connessione tra scuole e territorio, mettendo a disposizione le strutture scolastiche per tutti i cittadini al di fuori dell’orario scolastico.
E perché non pensare a progetti di utilità sociale come il co-housing, per i quali il Comune potrebbe mettere a disposizione strutture, competenze, spazi dismessi, infrastrutture?
• Valorizzare le esperienze della banca del tempo acquisendo come partners enti pubblici e privati; il Comune potrebbe mettere a disposizione un ufficio con apposita funzione di intermediazione per la risoluzione dei conflitti.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

7) Riportare le periferie esistenziali al centro di Bologna, ricucendo il tessuto sociale e rafforzando l’inclusione

E’ necessario uscire dalle logiche dell’emergenza che genera discontinuità e sprechi di gestione, per approdare ad una logica fondata su una visione complessiva di città integrata, amica di sé stessa e non frammentata. Da qui occorrerà partire per pensare a:
• Servizi vicini alle persone, distribuiti nei quartieri, rafforzati sia per quanto riguarda le risorse umane che quelle economiche. Esattamente il contrario di quanto sta avvenendo ora.
• Servizi che lavorano su progetti a lungo termine e non sull’emergenza, basati su una operatività capace di considerare la persona nella sua complessità piuttosto che divisa e categorizzata. Verso una integrazione autentica fra servizi sociali, sanitari e scolastici. Ora, infatti, le persone o le famiglie in difficoltà vengono prese in carico parcellizzando i loro problemi. Ci dev’essere invece un raccordo costante tra i servizi che compongono il welfare, sotto un’unica regia funzionante.
• Ridurre drasticamente la burocrazia delle procedure ricollocando al centro della propria azione la persona piuttosto che la spesa.
• Co-progettare i servizi insieme ai cittadini e al personale socio-sanitario, valorizzandone le competenze invece che umiliarle. Opporsi alla esternalizzazione dei servizi sociali per opporsi in generale alla privatizzazione dei servizi pubblici.
• Garantire il diritto ad un reddito minimo di cittadinanza che assicuri ad ognuno la libertà di essere e condizioni di vita dignitose.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

8) Inclusione e dignità per ogni differenza

E’ fondamentale che l’accesso ai diritti civili e sociali non sia alterato in modo negativo da criteri come la cittadinanza italiana, il reddito, l’età, il genere o l’orientamento sessuale, la cultura, la lingua o da qualsiasi altra condizione di partenza che possa rappresentare uno svantaggio.
• L’Amministrazione dovrà svolgere un ruolo di promozione all’interno del privato – imprese ed associazioni – affinché adottino pratiche inclusive. Altrettanto dovrà esser fatto, in forma più stringente, nei confronti delle aziende controllate o affidatarie di servizi alla persona.
• Istituire percorsi formativi sulle identità di genere e sugli orientamenti sessuali, percorsi rivolti agli operatori e alle operatrici del sistema dei servizi e, nello specifico, degli assistenti sociali, che sono la trincea dell’accoglienza.
• Apertura di un tavolo metropolitano che si ponga l’obiettivo di definire strumenti e strategie per il monitoraggio delle principali fragilità fra le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali), con particolare attenzione agli adolescenti, agli anziani, alle persone senza fissa dimora, alle persone sieropositive e alle persone trans.
• Occorrono urgentemente percorsi educativi all’interno di tutto il ciclo di istruzione (dalla scuola materna alle superiori) per trasmettere agli scolari di ogni età il giusto approccio alle differenze e alla garanzia di dignità e inclusione per ognuna di esse.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

9) Policentrismo urbano

Rendere la città più equa, superando le differenze qualitative tra centro e periferie (che si sostanziano quasi sempre in una marcata differenza nella qualità insediativa, cioè nella qualità della vita, in tutte le sue componenti).
• Riaffermare la vivacità e le potenzialità insite nella mixitè esistente, riscoprire e rilanciare le centralità urbane. Ad esempio aprire le piazze dei diversi quartieri, soprattutto delle periferie, al cinema, in collaborazione con la Cineteca, con programmazioni differenziate per intercettare target diversi di pubblico.
• Una diversa pianificazione del commercio, che renda effettivamente servite le aree oggi deserte/desolate, e cominci a depotenziare la forza centripeta che soffoca Bologna.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

10) Un Lavoro e un’Economia che restituiscano i diritti tolti dal Governo

In tema di diritti, occorre battersi con tutti i mezzi per assicurare ai cittadini uno dei diritti fondamentali: quello al lavoro e alla dignità lavorativa.
• E’ necessario contrastare con provvedimenti e aiuti locali le norme del Governo Renzi sul Lavoro che lo hanno spogliato di garanzie e diritti inderogabili, rendendo ancora più drammatica la precarietà dei giovani e la mancanza di sicurezza pensionistica per i più anziani.
Occorre un Governo della città che intercetti e assuma le fatiche del quotidiano delle donne e degli uomini e che dia risposte alla difficoltà di tanti nel progettare un futuro per se e i propri figli, dentro una crisi occupazionale drammatica.
• Una città dove che deve rispondere all’austerity rilanciando la cultura, la manutenzione del territorio, l’edilizia del recupero e della conversione ecologica.
• Una città che sappia favorire le iniziative dei giovani e delle donne, le nuove idee a vantaggio della collettività, le piccole e medie imprese per un’economia sostenibile, diffusa ed inclusiva e per un’occupazione di qualità.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

11) L’emergenza abitativa e i servizi sociali

I servizi sociali sono sempre più carenti, le risorse a disposizione quasi azzerate e i Quartieri non riescono più a rispondere alle richieste di aiuto che si moltiplicano inascoltate.
L’emergenza abitativa sta vivendo momenti drammatici, si continua ad assistere ad un carosello senza fine fatto di occupazioni di case e feroci sgomberi. Uomini e donne, bambini e famiglie, buttati in mezzo alla strada, d’inverno, al freddo, senza un posto dove vivere.
• Eppure strutture pubbliche come le ex caserme, anziché essere utilizzate per sopperire alla carenza di edilizia residenziale e fornire un aiuto a una popolazione senza dimora, vengono messe a bando per valorizzazioni private.
Le aree militari dismesse, ma non solo, andrebbero invece messe in rete ed inserite in un programma complessivo di rigenerazione urbana che sappia coniugare differenti e integrabili destinazioni d’uso: dal ‘social housing’ all’edilizia residenziale popolare, dalla cultura all’associazionismo giovanile, dal commercio diffuso al tempo libero.
• Stop allo spreco di suolo, sia quello edificato urbano che quello agricolo. Affrontare il tema del fabbisogno insediativo (abitativo e produttivo) rivedendone profondamente i criteri , attraverso le indagini sociali.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

12) La salute e la città

Salvaguardare un grande patrimonio della comunità metropolitana, la nostra sanità pubblica, solidale e universalistica. Da questo non si potrà prescindere, mai. Ecco come:
• Sviluppare strategie di informazione semplici e dirette per far conoscere ai cittadini tutte le potenzialità offerte dal servizio pubblico, oggi spesso misconosciute: operazione “Conoscimi meglio”.
• Farsi portavoce verso la Regione delle richieste che emergono dalla comunità metropolitana in tema di sanità pubblica: operazione “Ti ascolto”.
• Monitorare attivamente le scelte e le decisioni di Regione e direzioni aziendali in relazione alla progressiva e strisciante diminuzione delle risorse attribuite alle strutture sanitarie pubbliche: operazione “Ti tengo d’occhio”.
• Favorire l’accesso alle cure anche per le fasce più deboli della popolazione, segnalando le situazioni di fragilità e verificando la conseguente risposta del sistema sanitario: operazione: “Nessuno escluso”.
• Rafforzare le iniziative di prevenzione e diagnosi precoce per guadagnare in salute e risparmiare risorse da reinvestire in servizi: operazione “Prevenire conviene”.
• Riempire di contenuti la medicina di genere, spesso evocata ma raramente realizzata, favorendo così lo sviluppo delle attività dedicate alla salute della donna (tumori femminili, endometriosi, ecc) con il contributo attivo delle associazioni di volontariato: operazione “Salute donna”.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

13) Avere cura della propria città

Non lo si fa con grandi promesse e opere faraoniche, ma avendo cura quotidianamente delle mille piccole cose che rendono la città amica di chi la abita:
Cancellare le buche dalle strade, eliminare le barriere architettoniche, piantare alberi in ogni spazio disponibile, rendere accettabile il lavaggio delle strade senza punire in modo draconiano gli smemorati o i distratti, ripristinare il servizio dei taxi rosa, introdurre un servizio di Pedibus per accompagnare i bambini a scuola come avviene già in diverse città anche emiliano-romagnole.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

14) Mobilità, sostenibilità e salute: un intreccio indissolubile

Lavorerò per una città in cui sia più agevole muoversi per tutti. Per raggiungere questo obiettivo bisogna tener conto delle diverse fasce d’età e non dimenticare mai il rapporto stretto che intercorre tra mobilità, qualità dell’aria e salute.
• Occorrerà lavorare per incentivare l’uso di auto elettriche o ibride per rendere l’aria respirabile. Il tutto in un quadro virtuoso di efficientamento della città dal punto di vista energetico per un massiccio e diffuso potenziamento dei mezzi pubblici. Sarà necessario incentivare l’uso delle biciclette, estendere le aree pedonalizzate, costruire parcheggi scambiatori là dove davvero possono funzionare.
• Riconnettere centro e periferie senza soluzione di continuità per essere competitivi rispetto alla mobilità privata. Trasporti pubblici potenziati dopo le ore 20 e corse più frequenti sulle linee forti (es. 27, 19, 20). Va completato il Sistema Ferroviario Metropolitano e accantonata un’opera insensata e costosissima come il People Mover, per non parlare del Passante Nord, giudicato sostanzialmente inutile dallo stesso Ente Autostrade. Infine cercherò di far sì che gli studenti, di ogni ordine e grado, possano andare e tornare da scuola gratuitamente.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

15) Acqua pubblica bene comune

Acqua, fonte primaria di ogni vita, bene comune inalienabile. L’acqua non può che essere pubblica e disponibile per tutti in egual misura. Gratuita fino ad una quantità procapite necessaria a soddisfare le normali esigenze quotidiane. A pagamento a partire dal superamento di tale limite, come già proponeva la legge di iniziativa popolare presentata nel 2006 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.

16) Citta pulita, raccolta intelligente

Una raccolta differenziata dei rifiuti, che possa definirsi intelligente e seria non può che essere concepita “porta a porta” e a scadenze adeguate al fine di evitare che l’umido marcisca e il resto invada la casa. Deve essere associata alla costruzione di isole ecologiche efficienti, tali da non trasformarsi in mini-discariche a cielo aperto.
• La nuova legge regionale sui rifiuti, voluta da un gruppo di sindaci ambientalisti, fra le tante cose prevede una separazione netta fra gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti, con l’intento esplicito di sottrarre a Hera il monopolio dell’intero ciclo dei rifiuti. Le tariffe dovranno essere calcolate in proporzione all’indifferenziato prodotto: più saremo virtuosi meno pagheremo.
Questo è il segreto per rendere la città amica di se stessa e di chi la abita.
24Feb/16

Io, unica civica, ascolterò i cittadini

Nella conferenza stampa di ieri organizzata da Coalizione Civica per annunciare la dislocazione dei seggi per le primarie del 28 febbraio, ho sottolineato che, come prima cosa, una volta eletta darò ascolto ai cittadini e di conseguenza darò subito attuazione al risultato del referendum cittadino del 2012 che ha chiesto lo stop ai fondi pubblici alle scuole cattoliche. Referendum totalmente inascoltato dalla Giunta Merola che non ha mai azzerato i finanziamenti: un milione di euro l’anno.

Qui sotto potete leggere la rassegna stampa della conferenza di ieri. Come sottolineato sia da Repubblica che dal Corriere ci sono delle differenze sostanziali tra la mia candidatura e quella di Federico Martelloni. Diversa è più che altro la nostra origine. La mia prettamente civica, la sua di partito, in quanto miliante in Sel.

“Da una parte – scrive Repubblica – ci sono i fondatori della Coalizione di Mauro Zani che aveva pensato a un momento tutto civico rappresentato da Paola Ziccone. Dall’altra gli esponenti di Sel Sinistra italiana, della Bonalè di Gianmarco De Pieri e dell’associazione La Boa di Alberto Ronchi, tutti rappresentati da Martelloni”.

Non a caso quando si parla della nuova sinistra nazionale che sta nascendo a Roma, Ziccone scuote la testa: “Non mi interessa. Io penso alla Coalizione come a un progetto di cittadinanza attiva”.

Mentre è più aperto il vendoliano Martelloni: Guardo sempre con interesse a quel che si muove a livello nazionale, consapevole però che l’esperienza di Coalizione Civica è più ampia”.

Come spiega poi il Corriere di Bologna, gli elettori domenica prossima potranno scegliere il loro candidato tra “l’ex direttrice del carcere minorile Paola Ziccone e il giuslavorista iscritto a Sel, Federico Martelloni”.

Per capire quali sono le differenze tra i due candidati è necessario “guardare le loro biografie. Ziccone 53 anni, candidata nel 2011 con la lista di Amelia Frascaroli, si presenta come civica pura. E’ sostenuta dalla componente dentro Coalizione Civica vicina a Mauro Zani. Martelloni, 40 anni, ha invece alle spalle una militanza antagonista nata durante il G8 di Genova. E’ appoggiato da Tpo, Làbas e dall’associazione “La Boa” dell’ex assessore alla Cultura Alberto Ronchi”.

Potete ascoltare il confronto di stamattina con Federico Martelloni a Radio Città del Capo a questo link:

http://www.radiocittadelcapo.it/listen/

Le primarie saranno sicuramente un importante momento di democrazia e partecipazione ma sono solo il primo passo del mio cammino che continuerà, a prescindere dal risultato, per dare spazio ai cittadini e accompagnarli in un ritorno all’attività pubblica necessario.

Vi aspetto tutti il 28 febbraio

PER UNA CITTA’ AMICA DI SE STESSA E DI CHI LA ABITA

 

Paola Ziccone e Federico Martelloni, quali sono le differenze?

Paola Ziccone e Federico Martelloni, quali sono le differenze:

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23Feb/16

Le primarie della coalizione: come e dove votare

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Possiamo comunicarvi le modalità di voto delle “binarie” che sceglieranno la persona che Coalizione Civica candiderà come Sindaco alle prossime elezioni amministrative di Bologna.

QUANDO: domenica 28 febbraio 2016 dalle 9 alle 20

DOVE

1) Centro Giorgio Costa, via Azzo Gardino 44 (seggio centrale)
2) Quartiere Navile, al centro di via Gorky 10
3) Quartiere Savena, in via Faenza 4
4) Quartiere San Donato, in Piazza Spadolini 7
5) Quartiere Santo Stefano, al centro anziani del Baraccano, via Santo Stefano 119/2
6) Quartiere Borgo/Reno, in via Battindarno 127, sala Falcone Borsellino
7) Casalecchio di Reno, hotel Calzavecchio, via Calzavecchio 1
8) S. Lazzaro di Savena, hotel Le Siepi, via Emilia Levante 514

Possono partecipare al voto tutti i cittadini e le cittadine residenti nel territorio della città metropolitana che abbiano compiuto 18 anni, presentandosi ai seggi con un documento di riconoscimento e sottoscrivendo l’appello di Coalizione Civica con il versamento di un’offerta libera.

Qui potete ascoltare il confronto tra Paola Ziccone e Federico Martelloni su Radio Città Fujiko
qui potete scaricare il volantino con il programma di Paola e il calendario dei seggi;
Qui potete guardare una intervista a Paola Ziccone

23Feb/16

Dillo a Paola

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Perché non dirlo a Paola? Qui puoi inserire un tuo pensiero, una tua domanda, una tua protesta che verrà letta da Paola. Se accetti, potrà anche essere pubblicata sul sito.

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19Feb/16

PEOPLE MOVER E IL “FAVOREGGIAMENTO” DI MEROLA

di Lorenzo Alberghini

MetropolisIl 31 ottobre 2015 l’ancora Sindaco Virginio Merola ha aperto ufficialmente i cantieri per la costruzione del People Mover alla presenza della stampa e delle autorità competenti.

Lo stesso giorno il Comitato No People Mover ha inaugurato simbolicamente la stazione Aeroporto del Sistema Ferroviario Metropolitano (SFM).

Questi due eventi rappresentano in pieno due visioni di città diametralmente opposte, due modi di intendere la Politica. La prima segue una logica affaristica e clientelare, la seconda punta dritto al Bene Comune. In queste differenze si trovano le ragioni profonde per le quali oggi è necessario costruire un’alternativa di governo al Partito Democratico.

A chi non fosse ancora convinto, chiedo un minuto di lettura.

Il People Mover dovrebbe costare alla collettività 115 milioni di euro e offrirà un servizio di collegamento, tra stazione FS e aeroporto, più lento rispetto all’utilizzo della linea ferroviaria esistente. La tesi che asserisce un People Mover più veloce del treno omette alcuni particolari molto significativi.

I cittadini che volessero recarsi col SFM all’aeroporto, dovrebbero scendere in stazione centrale, perdersi nei suoi insiti labirinti sotterranei , per raggiungere il binario 14, pagare gli 8 euro del biglietto della monorotaia che impiegherà 9 minuti reali ad accompagnarli esattamente dove oggi sorge l’aeroporto. Per una sciagurata sventura, infatti, il piano di sviluppo dell’aeroporto prevede uno spostamento di 700 metri verso l’incompiuta stazione SFM aeroporto, che si ritroverà, guarda caso, ad una distanza simile dal nuovo terminal. Decade così anche l’unica motivazione logica per cui si dovrebbe preferire il People Mover al Sistema Ferroviario Metropolitano: la navetta non conquisterà la parte interna del Terminal principale. Se dalla stazione SFM si prevedesse un collegamento con semplici tapis roulant, raggiungere l’aeroporto risulterebbe molto più veloce e farebbe risparmiare ai cittadini il costoso biglietto e la “rottura di carico” in stazione centrale.

Senza pensare che il costruttore ha vinto il bando proponendo un mezzo “tecnicamente scadente” che a pieno carico trasporterà solo 35 persone alla volta declassando il treno che ne porterebbe 400…

Il malaffare segue logiche tutte sue.

Il costruttore del PM è CCC, lo stesso del Civis, lo stesso del ponte caduto in Sicilia dopo una settimana dalla sua inaugurazione. Tutti i responsabili del bando People Mover risultano ora alla sbarra incriminati a vario titolo per abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

Il Comitato No People Mover si è costituito parte civile nel processo sostituendo di fatto il Comune di Bologna assente ingiustificato.

Oggi si è aperto un nuovo capitolo giudiziario.

Dopo l’ufficializzazione dell’apertura dei cantieri, mi sono preso la briga di andare a verificare dove fossero iniziati i lavori. L’unica traccia intercettata di fronte al Marconi esibiva cinquanta metri quadri transennati a protezione di una carriola e ventidue birilli. Niente male per un lavoro milionario di cui da un decennio se ne decantano le lodi. A distanza di qualche giorno, comunque, anche quel cantiere si rivelò estraneo al People Mover, quindi alla data limite prevista i cantieri non erano stati avviati per davvero.

Da qui ha origine un nuovo dossier consegnato in Procura e di conseguenza una nuova inchiesta contro i conosciuti “ignoti”.

Se non fosse stata ufficializzata l’apertura dei cantieri al 31 ottobre 2015, la CCC sarebbe stata inadempiente e avrebbe dovuto pagare 3,6 milioni di euro al Comune. Consapevole di questo, l’ignoto Merola ha deciso di lanciare l’avvio dei lavori. Oggi, invece, se il sindaco dovesse cambiare idea, come avvenne per il Passante Nord, e decidesse di non proseguire nella costruzione della piccola giostra spacciata per un’opera strategica – il fornitore del mezzo è la Intamin specializzata in costruzione di giostreil Comune sarebbe costretto a versare 18 milioni di euro al costruttore.

In sintesi quella conferenza stampa è costata alla collettività 21,6 milioni di euro.

La Procura pare ravvisi un reato di “abuso d’ufficio” e “favoreggiamento”.

Avvalora questa tesi la lettura di un documento firmato dalla presidente di Marconi Express, Rita Finzi, in cui, il 30 ottobre 2015, ammette l’incompleta copertura finanziaria per la costruzione della monorotaia.

In dieci anni nessun socio privato ha deciso di investire, secondo me di perdere, i propri denari. L’unico che rischia per davvero è il soggetto pubblico nelle figure del Comune di Bologna e TPER.

Tanto Merola non rischia soldi suoi, ma quelli dei cittadini.

A mio parere, nella malaugurata ipotesi che il prossimo Sindaco non sia stato espresso da Coalizione Civica ma dal PD, Merola non finirà il mandato perché sarà, molto probabilmente, condannato prima per i reati a lui ascrivibili e giustamente decadrà.

E noi ci saremo.